Pascal Basile racconta l’incontro con Gigliola Cinquetti

Qualche settimana fa ho assistito al concerto di Gigliola Cinquetti al Bravo Caffè di Bologna e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla presenza di un pubblico che abbracciava almeno tre generazioni.

Pur essendo a conoscenza del contributo artistico di Pascal Basile all’ultimo album di Gigliola Cinquetti, “20.12”, gli ho voluto fare alcune domande per raccontare come nascono e crescono le collaborazioni artistiche.

Come è nato l’incontro artistico con Gigliola Cinquetti?

L’incontro con Gigliola è nato grazie a Michele Muscimarro (con il quale collaborai, diversi anni fa, alla produzione di Annalisa Minetti) che mi ha coinvolto in questa sua intuizione, a mio parere geniale, di riproporre Gigliola Cinquetti al mondo della musica.

Qual è stato il tuo contributo artistico al progetto?

Inizialmente ho proposto il mio brano “Lacrima in un oceano”, divenuto poi il singolo dell’album; nel contempo, Michele mi ha fatto ascoltare un brano, già selezionato per il disco, che non aveva ancora il testo. Ho provato a scriverlo e al primo incontro è piaciuto sia alla produzione che all’artista.
Così mi è stato affidato l’incarico di scrivere anche i testi delle altre canzoni.

A cosa ti sei ispirato nella scrittura dei testi?

Ho cercato la personalità non manifesta di Gigliola Cinquetti, volendola percepire prima ancora che ascoltare. Ho parlato con lei di tante cose ma non dei testi che sarei andato a scrivere, tanto più che nemmeno io avevo idea di cosa avrei scritto.  Ho voluto lavorare in maniera quasi cantautorale, imponendomi di scrivere ad personam e non solo testi per canzoni. La comunicazione non verbale che si è creata tra me e Gigliola, fin da subito, è stata il focus che mi ha permesso di scrivere, e scrivere in totale libertà.

Oltre ai testi del disco, hai composto anche la musica di tre brani. Sono brani che avevi nel cassetto o che hai scritto appositamente per “20.12”?

Solo “Lacrima in un oceano” è un brano estratto da una mia produzione precedente. Una canzone in cui ho sempre creduto molto e che ho subito trovato perfetta per Gigliola CInquetti, sia dal punto di vista del testo che del racconto melodico.
“Se adesso fossi vento” è un brano che, per i suoi contenuti, aveva bisogno di essere comunicato da un artista inaspettato. Era un brano ancora in fase di gestazione che, per l’occasione, ho perfezionato seguendo la logica della percezione di cui parlavo prima.
Fino a sentirmi” è un lavoro a quattro mani, nato dal mio incontro artistico con Enrico Fridlevski. L’ho arrangiato nel mio studio – parallelamente alla produzione del disco, curata da Loris Ceroni-  e da subito ho pensato che fosse perfetto per completare la scaletta del progetto “20.12”.

Se dovessi sintetizzare in un pensiero l’essenza di Gigliola Cinquetti?

Sorprendente per la sua capacità, non comune, di liberare la comunicazione dell’arte dalla dimensione del tempo.

Concludo con un piccolo estratto del concerto al “Bravo Caffè” di Bologna dove Gigliola Cinquetti interpreta “Lacrima in un oceano”.

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