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Le canzoni perfette esistono e sono quelle che dentro di loro hanno trovato il perfetto equilibrio fra musica, testo e arrangiamento dove la melodia racconta il testo e il testo racconta la melodia, creando un vortice dal quale si viene risucchiati.

Quell’equilibrio così delicato ma talmente forte da non lasciare lo spazio di valutare singolarmente queste tre componenti perchè tutte e tre insieme formano un corpo unico: la canzone.
Le canzoni degne di definirsi tali hanno una vita propria, camminano tra la gente e non la lasciano più.

Perché la canzone sia viva e sia vita è necessario che provenga da un concepimento autentico, da un sentimento di amore verso sé stessi che quindi si reverbera negli altri.
Come vedi non riesco a rinunciare alla sovrapposizione tra la canzone e l’essere vivente.
Secondo il mio punto di vista le canzoni si dividono in canzoni ispirate e canzoni assemblate.

Le canzoni ispirate sono quelle che, indipendentemente dall’eventuale successo, nascono da un’intuizione apparentemente casuale ma che in realtà è frutto dell’interazione profonda dell’autore con la vita, la sua e quella degli altri. Sono canzoni che raccontano storie sia nella melodia che nel testo. Canzoni che riescono a stimolare tutti e cinque i sensi: si fanno sentire, vedere, annusare, toccare, assaporare.

Le canzoni assemblate sono quelle scritte a tavolino e in fretta, composte meccanicamente con mestiere, nell’accezione industriale del termine, dove la melodia viene assemblata con lo scopo di generare un effetto speciale magari facendo in modo che il cantante riesca a dimostrare quanto è bravo a raggiungere le note più alte. In questo tipo di canzoni anche i testi sono scritti rispondendo alla logica dell’effetto speciale, esercizi di scrittura dove misurarsi con la capacità di usare giochi di parole ma nulla di più. Questi testi solitamente non raccontano nessuna storia, non realizzano nessun film nell’immaginario di chi ascolta ma solo spot emozionali. Sono fulmini in mezzo a un temporale, non identificano stagioni, ma al limite, istanti e con la velocità con cui arrivano se ne vanno.

Le canzoni ispirate nascono per comunicare qualcosa,
le canzoni assemblate nascono per comunicare qualcuno.

Sicuramente ci sono ancora bravi autori e belle canzoni, peccato che molto spesso questa bellezza rimanga inedita. Come se venisse in qualche modo favorito il culto della quantità e non della qualità; l’urgenza è quella di riempire un disco di canzoni per poi fare concerti e serate che permettano di monetizzare. Poi, con quali canzoni riempire il disco pare che non sia il problema principale. Va da sè che riempire un disco di canzoni assemblate permette di monetizzare in fretta. Favorire il culto della bellezza significherebbe riempire un disco di canzoni ispirate ma richiede tempo, pensiero, conflitti e confronti che la macchina dello show business pare non volersi più concedere.

A chi sostiene che sia già stato detto tutto io rispondo che è arrivato il momento di dire il contrario di tutto.

Certo, come diceva Baglioni, è una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita, però la deve saper raccontare.

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